E quella voglia di andare via, e il desiderio di restare.

24 novembre 2011

Goodbye.

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Melancholia (Lars Von Trier, 2011)

14 novembre 2011

Se devo essere sincera mi risulta piuttosto difficile mettere nero su bianco un qualsivoglia commento su questo film: a una settimana di distanza dalla visione sono ancora presa da una sorta di blocco dello scrittore. D’altronde, non è mai facile criticare in maniera oggettiva un’opera d’arte, e questo film a mio avviso lo è. Fin dai primi minuti, infatti, più che scene nel significato strettamente cinematografico del termine, sullo schermo si susseguono quadri, immagini in lentissimo, quasi impercettibile movimento, accompagnate dal meraviglioso preludio del Tristan und Isolde di Wagner (non poteva esserci musica più adatta).

La minaccia dell’impatto dell’immaginario pianeta Melancholia viene usata come pretesto per un discorso ben più ampio sulla psiche umana, su come l’ipotesi di una morte imminente venga affrontata da persone molto diverse fra loro e susciti reazioni opposte a quelle che ci si aspetterebbe.

Alcune scene “cosmiche” riportano alla mente The Tree of Life, nonostante le due pellicole non abbiano praticamente nulla in comune, se non il fatto di essere state entrambe presentate in concorso a Cannes quest’anno (che selezione incredibile in questa edizione!), ed è proprio l’impatto visivo (in simbiosi perfetta con, non mi stancherò mai di dirlo, le meravigliose note di Wagner) il vero punto di forza di tutto il film, nonostante Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg facciano letteralmente a gara a chi è più brava.

Per quanto riguarda, infine, la sequenza finale, non si può dire altro se non che lasci totalmente senza fiato.

This Must Be The Place (Paolo Sorrentino, 2011)

20 ottobre 2011

This Must Be The Place

Le inquadrature rigorose, studiate fin nei minimi dettagli; l’ormai stracitato piano sequenza dell’esibizione di David Byrne; le meravigliose panoramiche dei paesaggi americani; la telecamera che osa anche un tuffo in piscina: This Must Be The Place è tutto questo, e anche di più. È un’esperienza visiva catalizzante, a tal punto da far perdere, perlomeno alla sottoscritta, l’attenzione per la trama.

Trama che, siamo onesti, non brilla di particolare originalità, così come la sceneggiatura: i dialoghi sono spesso banali, anche se, vista l’indole un po’ ingenua e stralunata del personaggio di Cheyenne, potrebbero in realtà far pensare a una banalità voluta. E a proposito di Cheyenne, la visione in versione originale è d’obbligo se si vuole godere appieno della performance di Sean Penn, che si riconferma per l’ennesima volta uno dei migliori attori in circolazione.

La colonna sonora di David Byrne è perfetta, aspetto non nuovo nei film del regista partenopeo, che da sempre sa fondere musica e immagini in maniera magistrale (si pensi, ad esempio, ai fantastici titoli di testa de Il Divo).

Nel corso degli anni Sorrentino ci ha abituati bene; questa trasferta americana fa ben sperare, lasciandoci in attesa di nuovi, passatemi il termine, “orgasmi visivi”.

No more thinking different.

7 ottobre 2011

Steve Jobs

Goodbye, Steve.

Qualche rapido aggiornamento.

18 settembre 2011

Casa: fino alla fine di settembre tutto ok, poi non si sa ancora se riuscirò a rimanere qui o se verrò sfrattata e quindi dovrò cercarmene un’altra. Questo probabilmente lo saprò il 30 settembre, conoscendo la mia proverbiale fortuna.

Tesi: così non va bene, va aggiunto del materiale che ovviamente non riesco a reperire perché né l’ufficio stampa del Premio Amidei né il mio amato relatore si stanno ricordando della mia esistenza. Ergo, se codeste persone continuano a non cagarmi, la lascio così, sbattendomene allegramente delle modifiche che dovrei fare.

Stage: iniziato da due giorni, ambiente super, colleghi super, per ora molto tranquillo. Attendo con ansia l’arrivo del vero bordello (imminente, a quanto pare).

E questo è quanto, per ora.

Mastroianni e i paradisi perduti.

29 agosto 2011

“Secondo Proust, i paradisi migliori sono i paradisi perduti: è una frase giustamente famosa. Io mi permetto di aggiungere che forse esistono paradisi ancora più attraenti dei paradisi perduti: beh, sono quelli che non abbiamo mai vissuto, i luoghi e le avventure che intravediamo laggiù, non alle nostre spalle o nei paradisi perduti che ci riempiono di nostalgia, ma davanti a noi in un futuro che un giorno, forse come i sogni che si avverano, riusciremo a raggiungere, a toccare. Chissà, forse il fascino del viaggiare sta in quest’incanto, in questa paradossale nostalgia del futuro: è la forza che ci fa immaginare o illuderci di fare un viaggio e trovare in una stazione sconosciuta qualcosa che potrebbe cambiare la nostra vita. Forse uno smette veramente di essere giovane quando riesce solo a rimpiangere, ad amare, soltanto i paradisi perduti.”

Mai il globo terraqueo vedrà uomo più perfetto.
Splendido Marcello: che classe, che voce, che tutto.

Guardate Mi ricordo, sì, io mi ricordo: un piacevole documentario dove Mastroianni si racconta ripercorrendo la sua meravigliosa carriera cinematografica.
Mancano attori così, mancano davvero.

Ultimi giorni in patria: molto caldo e poca fantasia.

25 agosto 2011

Forse sono i 36°C costanti di questi ultimi giorni che mi hanno mandato in pappa il cervello, o forse sono le molte (ma mai abbastanza!) feste triestine: fatto sta che non so proprio cosa raccontare. Anzi, il cosa lo saprei pure, è il come che mi sfugge.

Insomma, la pigrizia regna sovrana, siamo alle battute finali della mia meravigliosa (?) tesi di master (argomento: il Premio Sergio Amidei, e come potevamo esimerci?), e tra pochi giorni ritorno nella capitale.

E, fortunatamente, non sotto i ponti come temevo: udite udite, ho una dimora! Per un mese soltanto, ma ce l’ho (e no, non è né la casa A né la B). E dopo questo mese, vi chiederete voi? Ci sarebbe quest’idea di cercare casa assieme ad una cara compagna di corso, anche lei come me stagista in quel di Roma Nord.

Quindi, fedeli lettori (ma ci siete ancora?), stay tuned. Perché tra poco inizieranno le storie divertenti, se mai avrò tempo di scriverle: le mie disavventure nel delirio dell’ufficio stampa del Festival Internazionale del Film di Roma (ah perché, non ve l’avevo ancora detto?).

Totocasa agosto 2011: Prati vs. Sallustiano.

8 agosto 2011

Allora, la faccenda è questa: per mia immensa gioia mi trovo costretta a cercare di nuovo un alloggio in quel della capitale.
Arrivando dritti al sodo, la sfida finale è tra due case, ed è veramente ardua.

Casa A:
– stanza singola con letto singolo e divano letto singolo, grande armadio, scrivania, comodino, grande e luminosa;
– casa con ampio ingresso, tre stanze singole in tutto, cucina non molto grande ma carina (con piccolo balcone verandato), un bagno non molto grande;
– due coinquiline studentesse (con lavoretti annessi), ne ho vista una sola che sembrava molto carina;
quartiere Prati, zona piazza Risorgimento, posizione strategicissima;
problemi: non c’è internet (ma si può rimediare, no?).

Casa B:
– stanza singola con letto matrimoniale, armadio piccolo, scrivania piccola, comodino (e un altro problema che scriverò dopo);
– bagno personale;
– casa gigante, con soggiorno enorme, due stanze singole in tutto, grande cucina, terrazza sul tetto spettacolare;
– una coinquilina credo sulla trentina (o forse un po’ di più), lavoratrice;
quartiere Sallustiano, zona via Piave, strategica assai pure questa;
problemi: la stanza ha la finestra che dà sulla tromba delle scale, quindi poco ricambio d’aria e luce scarsissima; la coinquilina lavoratrice più grande potrebbe essere un limite per eventuali ospiti (ma chi può dirlo?).

I prezzi sono più o meno equivalenti (la casa B costa un po’ meno), entrambe sono al quinto piano con ascensore.
Home crisis piena, attendo con ansia consigli.

Amidei 2011: bilancio finale.

25 luglio 2011

Totale film visionati: 25.

Vivement Truffaut:
Les Mistons;
Un histoire d’eau;
Les 400 coups;
Tirez sur le pianiste;
L’argent de poche;
Vivement dimanche;
Adele H;
La femme d’à côté;
Jules et Jim;
L’enfant sauvage;
Antoine et Colette;
Baisers volés;
Domicile conjugal;
L’amour en fuite;
La nuit américaine;
L’homme qui aimait les femmes;
À bout de souffle;
Une belle fille comme moi.

In concorso:
La solitudine dei numeri primi;
Benvenuti al sud;
Il ragazzo con la bicicletta;
Vento di primavera;
Another Year;
L’illusionista (che ha, meritatamente, vinto).

Opera prima:
Corpo celeste.

Che dire? Meravigliosa la rassegna su Truffaut (comprese le interessantissime Masterclass che si sono svolte nell’arco dei dieci giorni), vedere e rivedere i film del maestro, tra l’altro in versione originale, è stata una vera goduria per occhi e mente; se la stanchezza non mi avesse vinto in alcuni giorni avrei voluto vederne ancora di più!
Non posso dire lo stesso per i film in concorso e per l’opera prima: tra quelli che ho visto mi è piaciuto veramente tanto dall’inizio alla fine solamente il vincitore, L’Illusionista di Sylvain Chomet. Per quanto riguarda gli altri, alcuni mediocri, altri veramente brutti (La solitudine dei numeri primi, tanto per dirne uno); salverei giusto Benvenuti al Sud perché perlomeno è divertente.

E ora non mi resta che dire arrivederci alla trentunesima edizione nel 2012!

[Tutte le info, come sempre, qui: www.amidei.com]

The Strokes live (e disastri annessi).

14 luglio 2011

Giusto un breve riassunto degli scorsi due giorni:
– un migliaio di chilometri macinati in 36 ore;
– concert crew favolosa;
– una cinquantina di punture di zanzara;
– impanto elettrico che salta quattro volte durante il live degli Strokes;
– Strokes che di conseguenza dopo neanche un’ora chiudono il concerto.

Detto questo, loro davvero carichi, scaletta figa nonostante molte grandi assenti (e nonostante la brevità), pogo cattivo, e poi sì… c’è Julian.
Julian che, scherzando, ha dato la colpa dei continui black out alla sua voce “troppo virile” (qui la testimonianza video).
Julian che era un po’ sbronzo e ogni tanto si dimenticava le parole.
Julian che è sceso dal palco a salutare le infervorate della prima fila durante uno dei tanti stop tecnici (qui la testimonianza video), e io penso solo che se in prima fila c’ero anch’io probabilmente avrei terminato la serata in questura con l’accusa di tentata violenza sessuale.
Julian che è sempre più manzo (qui la testimonianza fotografica) e nonostante ciò trasuda sesso da ogni centimetro del suo corpo.

Qui una recensione abbastanza esaustiva della serata.