Archive for gennaio 2011

Prima settimana di lezione & Annozero (e una cena a casa mia, en passant).

29 gennaio 2011

Ho perso un po’ la cognizione del tempo.
E sto prendendo dei ritmi di vita che due mesi fa avrei definito quasi fantascientifici.

Le lezioni sono inziate, e sono toste.
E già dopo qualche giorno ci hanno messo sotto con un lavoro di gruppo.
Ecco, per dovere di cronaca, dovete sapere che io ODIO i lavori di gruppo. Li detesto. Però devo dire che ne siamo usciti fuori piuttosto bene (e con molte risate annesse).

Detto questo, passiamo alle cose serie.
Eh sì, perché finalmente anch’io ho avuto i miei uhm… tre secondi di celebrità, poiché lo scorso giovedì ho partecipato come pubblico ad Annozero.
Dico tre secondi di celebrità perché, mi dicono, sono stata disgraziatamente inquadrata una (o due?) volta nel corso della trasmissione.
Non che me ne fregasse qualcosa, badate bene, anzi: ho cercato in tutti i modi di rifuggire la telecamera nel momento in cui la vedevo avvicinarsi minacciosa più del dovuto, ma evidentemente non è bastato, e sono stata mandata sullo schermo a tradimento.

Molto interessante, in ogni caso, assistere ad un programma televisivo in diretta: si capiscono un po’ di più le tecniche di regia, le varie dinamiche tra gli ospiti, si svela l’eterno arcano “ma cosa succederà mai durante la pubblicità?” e, se si ha l’occasione di avere in studio Enrico Mentana, ci si fa delle grasse risate durante i fuori onda.

Last but non least: ho finalmente fatto una cena di inaugurazione della casa con compagni di corso, amici, e chi più ne ha più ne metta. Un successone.

 

P.s.: prossimamente un commento sulle nomination agli Oscar, che ci hanno lasciato assai perplessi.

Aggiornamenti random.

23 gennaio 2011

Dunque, per farla breve, in una settimana:

– ho traslocato;
– mi sono ammalata;
– sono andata all’Ikea due volte;
– ho iniziato le lezioni.

Sono giusto un pochino stanca. Un pochino, eh.
Ma tornerò, promesso.

Ho la febbre, sono triste e voglio la mia gatta.

18 gennaio 2011

E quindi non scriverò niente.

Questi Golden Globes mi hanno un po’ delusa.

17 gennaio 2011

The Social Network ci era piaciuto assai (e ha vinto miglior film e miglior regia), però insomma, non dare neanche UN premio a Inception… no. Non andiamo d’accordo, HFPA.

Il premio per migliore attrice Natalie Portman non fa che accrescere la mia voglia di vedere Black Swan (anche se, devo ammetterlo, lei mi sta un po’ sulle palle, per quanto brava possa essere).
Pure Christian Bale ha vinto, miglior attore non protagonista per The Fighter: io il film non l’ho ancora visto, ma il mio amore per lui è noto, quindi sono contenta.

Hands up a pacchi invece per il premio a Trent Reznor e Atticus Ross per la soundtrack di The Social Network, molto molto figa.

E, infine, enorme gaudio per il premio a Jim Parsons per migliore attore in una serie tv comica (The Big Bang Theory): strameritato, come sempre. Mi auguro che i premi, per lui, continuino ad arrivare in grandi quantità.

Qui tutti i vincitori.

Forse ce l’ho fatta (e ho trovato i vodka tonic a 3.50€).

15 gennaio 2011

Ieri è stata una brutta giornata.
La casa B temporeggia, non mi vuole, mi bandisce a causa del mio infame vizio del fumo.

Però.
Però la sera ho cenato cinese con dei nuovi amici, e ho fatto la mia prima uscita serale a San Lorenzo, San Lollo per gli amici.
Fantastico.
E i vodka tonic a 3.50€ danno sempre grandi soddisfazioni.

Oggi, poi, la svolta.
Signore e signori, a meno che non ci siano sorprese dell’ultimo minuto, HO UNA CASA.
Costa un po’ più della famigerata casa B, ma i coinquilini sono fantastici, l’appartamento è una reggia e la zona è top che più top di così si muore, proprio.

Quindi, direi che è sabato sera ed è ora di andare a festeggiare a Trastevere.

Giorno 3: principio di depressione in vista, o forse è solo stanchezza (o forse mi sto semplicemente rincoglionendo).

13 gennaio 2011

Tanto per far capire a che livelli siamo arrivati, oggi sono uscita con la maglia alla rovescia.
Poi, mi sono messa a correre come una pazza lungo la Tiburtina per non perdere il 163 direzione Verano, il tutto mentre la gente mi additava ridendo dalle finestre (non sto scherzando).
Arrivo alla fermata ormai inerme ma felice, con il bus proprio davanti ai miei occhi, e sento da un’auto “aò, guarda che hai perso ‘a sciarpa!”.
Seguono: una vagonata di bestemmie, io che torno sui miei passi per raccoglierla e, ovviamente, perdo l’autobus.

Per il resto, siamo a quota uhm… venti? case visitate ma nulla di particolarmente interessante all’orizzonte, e sempre la famosa casa B che mi aspetta al varco.

Ma domani, lo faccio. Oh sì.
Mi alzo alle otto e compro PortaPortese.
E poi altre case da vedere, per mia immensa gioia.
Però entro sabato voglio e devo decidere (disse, e poi trovò casa il 30 gennaio).
Che, tanto per ricordarlo, giovedì prossimo inizio le lezioni.

Ma quando arriva il weekend?
E soprattutto, quando mi passa la stanchezza e mi torna la voglia di scrivere?

Cercare casa è sempre una gioia (specie se ti trovi nella capitale della Repubblica Italiana meglio conosciuta come Roma).

13 gennaio 2011

Oggi ho visto otto case.
OTTO.

Una era libera da marzo.
Una era… come dire… il mio garage era messo meglio.
Una era uno ex-studio dove ora abitano loschi individui e il bagno era delle dimensioni di quelli che trovi nei voli intercontinentali (doccia compresa).
Una era in una landa desolata, ed era brutta.
Una comprendeva uno studio di un avvocato, un figo, che mi ha esplicitamente detto: sabato e domenica lo studio e chiuso, fai quel cazzo che vuoi. Peccato che fosse anche questa in una landa desolata e dentro era di una tristezza inaudita (per non parlare dei coninquilini: non pervenuti, ma dalla descrizione non sembravano promettere niente di buono).

Le tre superstiti avevano i loro pro e i loro contro: ve ne vorrei davvero raccontare, anche perché gli aneddoti divertenti non mancavano nemmeno in queste, ma sono reduce da una bottiglia di Chianti e dalla lettura dell’intera sezione AFFITTI di Portaportese (che è lunga più o meno come Il Signore Degli Anelli). Magari lo farò domani, ora voglio solamente andare a dormire.

In ogni caso, morale della favola: domani ho qualche altro appuntamento, nel frattempo mi hanno fatto sapere che mi vogliono nella casa B di ieri. Vogliono proprio me.
Peccato che c’è il divieto tassativo di fumo all’interno della casa. Anche fuori dalle finestre.
Niente da fare, qui bisogna negoziare.
O, in alternativa, dovrei smettere di fumare. O non fumare mai in casa, mai, neanche se ho amici a cena e una sigaretta, si sa, ci scappa sempre.

Ma perché non mi chiamo Scajola e non mi faccio regalare le case al Colosseo?

 

Ovvero: quando le benzodiazepine mi salvarono la vita.

11 gennaio 2011

Certo che come post inaugurale del blog non è certo quello che tutti si aspettavano.
Ma andiamo subito al dunque.

Dormire con il naso chiuso e la tosse può risultare fastidioso.
Dormire con il naso chiuso e la tosse può risultare insopportabile.
Per me, stanotte, la notte prima della mia dipartita verso la Capitale, dormire con il naso chiuso e la tosse era impossibile.

Quindi, alle 2 di notte passate (con sveglia puntata alle 6.30 e quasi otto ore di viaggio in treno che mi aspettavano al varco) ho avuto la brillante idea di bere un chupito di En, così, tanto per conciliare il sonno.

Risultato: mi sveglio come la peggio fattona, robe da non riuscire a reggersi in piedi, proprio; il mio cervello, intanto, ancora dormiente.
Salgo sul treno e, mentre io cerco, visibilmente in difficoltà, di deambulare, un’anima pia mi aiuta a sistemare nell’apposito vano la mia valigia dalle dimensioni di un frigorifero e dal peso di un elefante, dopodiché, finalmente, mi siedo.
Sotto l’effetto devastante delle benzodiazepine accade ciò che nessuno mai si sarebbe aspettato, un evento mai verficatosi, unico ed irripetibile per l’umanità tutta: mi addormento in treno.
E non solo mi addormento, sapete quel mezzo sonno mezza veglia… no! Dormo proprio di brutto, con qualche piccolo intermezzo, fino all’arrivo a Bologna.
Le restanti 3-4 ore le passo in uno stato comatoso, con picchi di dormiveglia intervallati da letture sporadiche e il dolce scrutare fuori dal finestrino.

Ed eccomi a Roma Termini, a.k.a. l’inferno.
Che oggi in realtà non era neanche troppo orrenda, a dirla tutta.
Riabbraccio la mia amica Linda, abbonamento settimanale dei mezzi, Metro B direzione Rebibbia, ed eccoci a Tiburtina.
Aaaah, la Tibbbburtina.
Lasciamo la mia abnorme valigia nel suo appartamento (e il mio zaino, non vorremmo mica dimenticarlo?), qualche attimo di ripiglio e poi… la missione casa ha inizio!

Verdetto quotidiano, 11-1-2011:

Casa A:
– posizione: 7.5/10
– coinquiline: 5/10, ma perché siamo generose
– appartamento: 3/10, visto che nella mia stanza mancava qualcosa… i mobili!

Casa B:
– posizione: 8.5/10
– coinquiline: 7/10 sulla fiducia, ma paiono un po’ troppo tranquille… chissà.
– appartamento: 10/10, grande, bello, accogliente, ottimo rapporto qualità/prezzo.

Casa C:
– posizione: 6/10
– coinquilini: 7.5/10, visto che sono fumatori e che mi sono sentita offrire un gin lemon alle ore 20.15!
– appartamento: 7/10, grande, tenuto un po’ alla cazzo ma comunque migliorabile.

E domani, prossimo round!