Archive for marzo 2011

Piccolo siparietto divertente.

16 marzo 2011

Stamattina io e un mio compagno di corso, approfittando della giornata di lezione annullata, andiamo a fare un giro in centro.
Quando decidiamo di tornare a casa, iniziamo a camminare dirigendoci verso la fermata della metro più vicina (Barberini).
Stiamo scendendo lungo via Veneto quando vedo arrivare un bus che ci potrebbe accorciare di qualche minuto il tragitto.
Giacché nel frattempo avevo ricevuto una telefonata dal mio coinquilino che era rimasto chiuso fuori casa, volendo andarlo a salvare in fretta, esclamo “prendiamo questooooo!”, e corro verso il bus, scavalcando una piccola aiuola recintata che sta tra me e, appunto, il bus.
Il mio amico mi sente urlare, fa per corrermi dietro ma non vede l’aiuola, inciampa sulla recinzione e ROVINA A TERRA, mentre l’autista rimane fermo impietosito aspettando che si rialzi, la gente cerca di non ridere mentre lo guarda con misericordia e un vecchietto che passava nel frattempo gli dice “stia attento!“.
MORTA. Ancora rido se ci ripenso.

Direi che si addice.

8 marzo 2011

Sto vivendo una crisi
e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va
sto vivendo una crisi
e una crisi è nell’aria ogni volta che mi sento solo
so che rimarrò distratto per un po’
quindi rimarrò altrettanto distante
quando inizia una crisi è un po’ tutto concesso
quasi come a carnevale
quando è in corso una crisi dimentico tutto
e posso farmi perdonare
so che rimarrò un po’ assente da scuola
e forse non andrei nemmeno al lavoro
quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi
che credevo persi
cosa penso di me cosa voglio da te
dove sono cosa sono e perché
ho il sospetto che non sia un buon esempio
camminare a un metro e mezzo da terra
molto spesso una crisi è tutt’altro che folle
è un eccesso di lucidità
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi
resta qualche traccia
infatti ultimamente rido per niente
e non mi nascondo più facilmente
e malgrado sembri male
cambia solo il modo di giudicare

 

Passerà? Speriamo.
Intanto ho visto The Fighter, Christian Bale esagerato. Magari tra un po’ arriva la recensione, chissà.

Ma questi Oscar? Parte seconda (con un po’ di ritardo).

3 marzo 2011

Ritardo dovuto al fatto che non avevo ancora visto The King’s Speech e non volevo parlare del vincitore dei due premi maggiori così, a casaccio.

Premessa doverosa: non ho potuto seguire la cerimonia, quindi non potrò commentare la conduzione di James Franco e Anne Hathaway, chiedo venia.
Detto questo, un commento rapido su vincitori e vinti.

Devo ammettere che per quanto riguarda gli attori mi trovo abbastanza d’accordo con l’Academy: Colin Firth è veramente strepitoso, Natalie Portman pure (già lo dissi nel post precedente dedicato a Black Swan), per Melissa Leo attendo la visione di The Fighter (che avverà molto, molto presto); dovrei dire lo stesso per Christian Bale ma vado sulla fiducia, e poi stiamo parlando di uno dei miei attori preferiti, quindi vederlo con quella statuetta in mano, dopo anni di ottime performance, è stato per me motivo di immensa gioia.
Sono molto soddisfatta anche per il premio alla miglior colonna sonora, andato a Trent Reznor e Atticus Ross per The Social Network: cioè, Trent Reznor! Che vince un Oscar! Da fan di lunga data dei Nine Inch Nails non posso che essere d’accordo con la decisione, e poi insomma, finalmente un po’ di aria fresca, finalmente qualcosa di diverso.

Ma ora veniamo ai tasti dolenti. Punto primo: le sceneggiature. Mi può stare anche bene il premio per la non originale a The Social Network, però quella originale a The King’s Speech… ma stiamo scherzando? Con un avversario come Inception nella cinquina dei nominati? Davvero una scelta incommentabile.
E sempre per restando in tema Inception, ma che gli avrà mai fatto di male questo film all’Academy? Niente nomination per miglior regia (!!!), snobbato nelle altre categorie maggiori, si porta a casa solo quattro premi minori, così, giusto per dargli un contentino. Incrocio le braccia ed esprimo il mio più totale disappunto (per non dire incazzatura).

Last but not least: miglior regia e miglior film. Allora, cari signori e signore della giuria, ma dove c’è scritto che questi due premi bisogna sempre darli allo stesso film? È tanto difficile scinderli una volta ogni tanto? Ok, l’avevano capito anche i muri che l’Oscar per il miglior film lo volevate dare a The King’s Speech (e non solo quello, veramente quest’edizione è stata una delle più scontate degli ultimi tempi), ma la miglior regia? Vogliamo parlarne? No, in effetti non vogliamo. E questo è quanto.