Ma questi Oscar? Parte seconda (con un po’ di ritardo).

Ritardo dovuto al fatto che non avevo ancora visto The King’s Speech e non volevo parlare del vincitore dei due premi maggiori così, a casaccio.

Premessa doverosa: non ho potuto seguire la cerimonia, quindi non potrò commentare la conduzione di James Franco e Anne Hathaway, chiedo venia.
Detto questo, un commento rapido su vincitori e vinti.

Devo ammettere che per quanto riguarda gli attori mi trovo abbastanza d’accordo con l’Academy: Colin Firth è veramente strepitoso, Natalie Portman pure (già lo dissi nel post precedente dedicato a Black Swan), per Melissa Leo attendo la visione di The Fighter (che avverà molto, molto presto); dovrei dire lo stesso per Christian Bale ma vado sulla fiducia, e poi stiamo parlando di uno dei miei attori preferiti, quindi vederlo con quella statuetta in mano, dopo anni di ottime performance, è stato per me motivo di immensa gioia.
Sono molto soddisfatta anche per il premio alla miglior colonna sonora, andato a Trent Reznor e Atticus Ross per The Social Network: cioè, Trent Reznor! Che vince un Oscar! Da fan di lunga data dei Nine Inch Nails non posso che essere d’accordo con la decisione, e poi insomma, finalmente un po’ di aria fresca, finalmente qualcosa di diverso.

Ma ora veniamo ai tasti dolenti. Punto primo: le sceneggiature. Mi può stare anche bene il premio per la non originale a The Social Network, però quella originale a The King’s Speech… ma stiamo scherzando? Con un avversario come Inception nella cinquina dei nominati? Davvero una scelta incommentabile.
E sempre per restando in tema Inception, ma che gli avrà mai fatto di male questo film all’Academy? Niente nomination per miglior regia (!!!), snobbato nelle altre categorie maggiori, si porta a casa solo quattro premi minori, così, giusto per dargli un contentino. Incrocio le braccia ed esprimo il mio più totale disappunto (per non dire incazzatura).

Last but not least: miglior regia e miglior film. Allora, cari signori e signore della giuria, ma dove c’è scritto che questi due premi bisogna sempre darli allo stesso film? È tanto difficile scinderli una volta ogni tanto? Ok, l’avevano capito anche i muri che l’Oscar per il miglior film lo volevate dare a The King’s Speech (e non solo quello, veramente quest’edizione è stata una delle più scontate degli ultimi tempi), ma la miglior regia? Vogliamo parlarne? No, in effetti non vogliamo. E questo è quanto.

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3 Risposte to “Ma questi Oscar? Parte seconda (con un po’ di ritardo).”

  1. Noodles Says:

    Inception non avrebbe vinto. lo si sapeva, era nell’aria. già il fatto di non avere solo una delle candidature fondamentali (miglior film) e non l’altra (regia) lo escludeva a priori. e il discorso del re, benché film degnissimo e molto molto bello, aveva vinto ancora prima di entrare alla cerimonia: dove lo troviamo un film dalla morale così spudoratamente academy? Anche se, ripeto, il regista l’ha raccontato in un modo che non spiace affatto, complici attori divini.
    Ma, diciamocelo, gli altri erano più potenti. Poi figuriamoci, per me Inception è uno dei film del decennio.

  2. Hachi Says:

    ma lo so che non avrebbe vinto, l’avevo anche già detto, ma allora non candidarlo proprio, mi sa proprio di presa per il culo così!
    The King’s Speech è piacevole, non dico di no, ma se dobbiamo giudicare solo la regia… insomma. guarda chi erano i rivali, e non aggiungo altro.
    comunque stiamo dicendo la stessa cosa eh 😀

  3. Alessandro Says:

    io sono d’accordissimo invece con il fatto che “Inception” abbia vinto così poco. Per me non è stato nulla di eccelso, non è una novità quella portata da Nolan (che tu sia un po’ di parte con Nolan-Bale? :p).
    L’oscar alla regia per me era dei Cohen: True Grit è girato da favola.
    Quello alla sceneggiatura, tutto sommato, era una corsa a due proprio tra King’s Speech e Inception.. alla pari, a mio avviso..
    Anche per quanto concerne il miglior attore non protagonista non sono sulla tua stessa lunghezza d’onda. Bale è strepitoso come attore, e stasera lo vedrò in “The Fighter” e forse mi ricrederò, ma se King’s Speech e Colin Firth hanno trionfato, lo devono soprattutto a Geoffrey Rush. Una parte pazzesca la sua.

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