Libri, libri, libri! Maledetta deformazione professionale.

Un breve sunto di ciò che è accaduto nei giorni passati.

Dopo alcune piacevoli gitarelle ai Castelli Romani con i miei cari compagni di master, lo scorso weekend siamo partiti alla volta di Torino per il Salone Internazionale del Libro.

1° giorno: sette ore abbondanti di viaggio, sistemazione in bed&breakfast, aperitivo in centro e, dopo settimane e settimane di galvanizzazione, finalmente la famosa festa di Minimum Fax che, devo dire, non ci ha affatto deluso.

2° giorno: doveroso ripiglio dai postumi della festa e partenza per la full-immersion al Salone. Giretti per i vari stand, fila interminabile per conquistare i biglietti per gli incontri con Eugenio Scalfari e Michela Murgia e Gad Lerner, e infine l’incontro sui 10 anni di Nichel (collana di narrativa italiana di Minimum Fax, n.d.r.) con Nicola Lagioia e alcuni autori della collana. In serata, tentativo fallito di visita al Museo del Cinema (con conseguente immensa incazzatura della sottoscritta), sostituito poi da piadina e birra in centro.
3° giorno: sette ore abbondanti di treno, rientro a Roma, morte dei sensi.

Nel frattempo, dopo aver terminato (a fatica, non lo nascondo) “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman, ho letto in un soffio “Dieci Inverni” di Valerio Mieli (tanto amore) e ho iniziato proprio oggi “Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj” di Nicola Lagioia (sono già a metà e sto odiando quest’uomo per la capacità di scrittura che ha e che invece io non avrò mai).
Non starò mica tornando ad essere una lettrice forte? 

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5 Risposte to “Libri, libri, libri! Maledetta deformazione professionale.”

  1. Rosanna Rosebud Says:

    Ma anche tu hai trovato difficoltà a leggere “Che tu sia per me il coltello”! No, perché io ieri sera ho iniziato a leggerlo e non sono arrivata oltre le prime 40 pagine e non ho stimoli ad andare avanti, se non quello di finire il libro.

  2. Hachi Says:

    Guarda, all’inizio andavo spedita come un treno, lo trovavo scritto divinamente e la trama mi sembrava intrigante.
    Poi, ha iniziato ad essere piatto: non succede NULLA.
    L’ho finito sperando in una ripresa finale (che, a mio parere, non avviene), ma è stata dura.
    Strano, perché ne ho sentito tessere le lodi da moltissime persone.

  3. giusymar Says:

    La coda al Green Point…che incubo!
    Quando sono entrata Domenica mattina erano le 10.10 e quindi il Salone era aperto da appena dieci minuti e la coda del Green Point era già quasi all’Oval…va beh!

  4. Noodles Says:

    c’è grossa invidia per la festa della Minimum Fax.

  5. Hachi Says:

    eheh, ci diamo un certo tono qui 😀
    ma non sapevo del tuo apprezzamento per MF!

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