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Perché amo scrivere?

30 giugno 2011

Insomma c’è questo laboratorio di scrittura creativa organizzato dalla RAI che inizierà quest’autunno a Roma.
Io non so neanche se avrò tempo di andarci, nel caso venissi presa (anzi, quasi sicuramente no), ma tentar non nuoce.
Per provare ad accedervi bisognava inviare il curriculum vitae e un testo (lungo una cartella) che spiegasse perché ci piace scrivere.
Io ci ho pensato a lungo; inizialmente, vuoto totale. Curioso che debba scrivere perché amo scrivere e mi venga il blocco dello scrittore.
Dopo un po’, l’illuminazione. E questo è il risultato.

Ci sono molti modi per esprimere ciò che si ha dentro, ciò che ci scuote dal profondo: c’è chi dipinge, c’è chi crea sinfonie, c’è chi modella la pietra. E poi, c’è chi scrive.
Credo che scrivere sia, tra le tante forme d’arte, la più cerebrale; quella che ci costringe a fare i conti con noi stessi più di qualsiasi altra. Molti dicono che la scrittura sia terapeutica: non lo posso negare, ma credo che la voglia di scrivere, in certi casi, sia un campanello d’allarme piuttosto eloquente. Perché un pensiero resta tale finché non prende forma sul foglio bianco; fino a quel momento resta labile, fugace. Quando però arriva la penna, quel pensiero è per sempre. Puoi cercare di ignorarlo, di dimenticarlo; ma poi torni tra quelle pagine, le sfogli e, infine, le leggi. E ricordi.
Forse è per questo che scrivere è così doloroso e così bello allo stesso tempo. È come scattare una fotografia in un momento che sai se ne andrà presto. Se scatti, il momento rimane. Se scrivi, il pensiero ritorna.
Una volta riempito il foglio di parole, ammiro l’alternarsi del bianco e del nero, la grafia regolare, compatta, e rivedo me stessa. Il foglio è il mio specchio, e io, come Narciso, adoro specchiarmi. Ecco perché amo scrivere: per fermare istanti di me. Per ricordare chi ero, per capire chi sono, per immaginare chi sarò.

Sono in ferie (???).

20 giugno 2011

Sono tornata in terra natia che, si sa, non pullula certo di eventi culturali o di serate di movida sfrenata. Di conseguenza anche la mia, già solitamente scarsa, vena creativa si può dire ormai sull’orlo di un coma irreversibile.

In ogni caso, un doveroso tentativo di rianimazione verrà presto eseguito. Per la precisione, il 14 luglio 2011, quando inizierà, finalmente, la 30esima edizione del Premio Sergio Amidei.

Tutte le info qui: www.amidei.com

Au revoir.

Arrivederci Roma.

6 giugno 2011

[Non ho proprio voglia di scrivere tutto quello che mi passa per la testa al momento.]