Archive for the ‘Roma’ Category

E quella voglia di andare via, e il desiderio di restare.

24 novembre 2011

Goodbye.

Qualche rapido aggiornamento.

18 settembre 2011

Casa: fino alla fine di settembre tutto ok, poi non si sa ancora se riuscirò a rimanere qui o se verrò sfrattata e quindi dovrò cercarmene un’altra. Questo probabilmente lo saprò il 30 settembre, conoscendo la mia proverbiale fortuna.

Tesi: così non va bene, va aggiunto del materiale che ovviamente non riesco a reperire perché né l’ufficio stampa del Premio Amidei né il mio amato relatore si stanno ricordando della mia esistenza. Ergo, se codeste persone continuano a non cagarmi, la lascio così, sbattendomene allegramente delle modifiche che dovrei fare.

Stage: iniziato da due giorni, ambiente super, colleghi super, per ora molto tranquillo. Attendo con ansia l’arrivo del vero bordello (imminente, a quanto pare).

E questo è quanto, per ora.

Ultimi giorni in patria: molto caldo e poca fantasia.

25 agosto 2011

Forse sono i 36°C costanti di questi ultimi giorni che mi hanno mandato in pappa il cervello, o forse sono le molte (ma mai abbastanza!) feste triestine: fatto sta che non so proprio cosa raccontare. Anzi, il cosa lo saprei pure, è il come che mi sfugge.

Insomma, la pigrizia regna sovrana, siamo alle battute finali della mia meravigliosa (?) tesi di master (argomento: il Premio Sergio Amidei, e come potevamo esimerci?), e tra pochi giorni ritorno nella capitale.

E, fortunatamente, non sotto i ponti come temevo: udite udite, ho una dimora! Per un mese soltanto, ma ce l’ho (e no, non è né la casa A né la B). E dopo questo mese, vi chiederete voi? Ci sarebbe quest’idea di cercare casa assieme ad una cara compagna di corso, anche lei come me stagista in quel di Roma Nord.

Quindi, fedeli lettori (ma ci siete ancora?), stay tuned. Perché tra poco inizieranno le storie divertenti, se mai avrò tempo di scriverle: le mie disavventure nel delirio dell’ufficio stampa del Festival Internazionale del Film di Roma (ah perché, non ve l’avevo ancora detto?).

Totocasa agosto 2011: Prati vs. Sallustiano.

8 agosto 2011

Allora, la faccenda è questa: per mia immensa gioia mi trovo costretta a cercare di nuovo un alloggio in quel della capitale.
Arrivando dritti al sodo, la sfida finale è tra due case, ed è veramente ardua.

Casa A:
– stanza singola con letto singolo e divano letto singolo, grande armadio, scrivania, comodino, grande e luminosa;
– casa con ampio ingresso, tre stanze singole in tutto, cucina non molto grande ma carina (con piccolo balcone verandato), un bagno non molto grande;
– due coinquiline studentesse (con lavoretti annessi), ne ho vista una sola che sembrava molto carina;
quartiere Prati, zona piazza Risorgimento, posizione strategicissima;
problemi: non c’è internet (ma si può rimediare, no?).

Casa B:
– stanza singola con letto matrimoniale, armadio piccolo, scrivania piccola, comodino (e un altro problema che scriverò dopo);
– bagno personale;
– casa gigante, con soggiorno enorme, due stanze singole in tutto, grande cucina, terrazza sul tetto spettacolare;
– una coinquilina credo sulla trentina (o forse un po’ di più), lavoratrice;
quartiere Sallustiano, zona via Piave, strategica assai pure questa;
problemi: la stanza ha la finestra che dà sulla tromba delle scale, quindi poco ricambio d’aria e luce scarsissima; la coinquilina lavoratrice più grande potrebbe essere un limite per eventuali ospiti (ma chi può dirlo?).

I prezzi sono più o meno equivalenti (la casa B costa un po’ meno), entrambe sono al quinto piano con ascensore.
Home crisis piena, attendo con ansia consigli.

Arrivederci Roma.

6 giugno 2011

[Non ho proprio voglia di scrivere tutto quello che mi passa per la testa al momento.]

Rome, Rome, Rome, focus looking forward the Coliseum…

14 aprile 2011


Phoenix – Rome

Silenzio stampa.

8 aprile 2011

No, non sono morta.
Però tra dieci giorni ho the big esamone su tutte le materie del master che sto frequentando (tutte in un esame solo, sì), quindi diciamo che non ho proprio tantissimo tempo, al momento.
Se poi ci aggiungiamo LibriCome, Annozero e varie ed eventuali beh… traete voi le dovute conclusioni.

Ma tornerò, promesso.

Piccolo siparietto divertente.

16 marzo 2011

Stamattina io e un mio compagno di corso, approfittando della giornata di lezione annullata, andiamo a fare un giro in centro.
Quando decidiamo di tornare a casa, iniziamo a camminare dirigendoci verso la fermata della metro più vicina (Barberini).
Stiamo scendendo lungo via Veneto quando vedo arrivare un bus che ci potrebbe accorciare di qualche minuto il tragitto.
Giacché nel frattempo avevo ricevuto una telefonata dal mio coinquilino che era rimasto chiuso fuori casa, volendo andarlo a salvare in fretta, esclamo “prendiamo questooooo!”, e corro verso il bus, scavalcando una piccola aiuola recintata che sta tra me e, appunto, il bus.
Il mio amico mi sente urlare, fa per corrermi dietro ma non vede l’aiuola, inciampa sulla recinzione e ROVINA A TERRA, mentre l’autista rimane fermo impietosito aspettando che si rialzi, la gente cerca di non ridere mentre lo guarda con misericordia e un vecchietto che passava nel frattempo gli dice “stia attento!“.
MORTA. Ancora rido se ci ripenso.

Direi che si addice.

8 marzo 2011

Sto vivendo una crisi
e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va
sto vivendo una crisi
e una crisi è nell’aria ogni volta che mi sento solo
so che rimarrò distratto per un po’
quindi rimarrò altrettanto distante
quando inizia una crisi è un po’ tutto concesso
quasi come a carnevale
quando è in corso una crisi dimentico tutto
e posso farmi perdonare
so che rimarrò un po’ assente da scuola
e forse non andrei nemmeno al lavoro
quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi
che credevo persi
cosa penso di me cosa voglio da te
dove sono cosa sono e perché
ho il sospetto che non sia un buon esempio
camminare a un metro e mezzo da terra
molto spesso una crisi è tutt’altro che folle
è un eccesso di lucidità
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi
resta qualche traccia
infatti ultimamente rido per niente
e non mi nascondo più facilmente
e malgrado sembri male
cambia solo il modo di giudicare

 

Passerà? Speriamo.
Intanto ho visto The Fighter, Christian Bale esagerato. Magari tra un po’ arriva la recensione, chissà.

Bus nr.3 I love you but you’re bringing me down.

8 febbraio 2011

Allora, io sono davvero tentata di effettuare una ricerca sociologica sul bus numero 3 di Roma, perché secondo me ne vale la pena, ma veramente.

Mi dicono dalla regia che Roma ha circa 2,8 milioni di abitanti, ed evidentemente di questi 2,8 diciamo che uhm… 2,7 prendono il 3.
Ma torniamo un passo indietro.
Perché questo 3 è così affollato? I motivi sono molteplici:
a) fa un giro molto lungo e contorto;
b) passa in zone residenziali (pur non andando in periferia) ma anche in molti (MOLTI) luoghi di interesse;
c) ferma alla Sapienza (e forse basterebbe questo come motivo, in effetti).

Ora, devo dire la verità, il 3 è davvero un grande autobus, il percorso è favoloso e davvero molto utile, e tra l’altro mi passa esattamente sotto casa e mi lascia esattamente davanti alla facoltà, quindi non dovrei lamentarmi.
Però.
Però per colpa di questo maledetto 3, le mie mattine iniziano tutte così:
– attesa alla fermata sotto casa, e fin qui nessun problema;
– arriva il bus, un bel po’ di gente scende (probabilmente perché va a prendere la metropolitana), e ciò mi rende felice;
– il bus parte e arriva, disgraziatamente, a Porta San Giovanni: nel vedere la marea di gente in attesa alla fermata sono presa da una forte disperazione;
– dopo che la gente è entrata (ed è meglio che non vi dica in che stati verte ormai l’interno del bus), si riparte e si arriva presto al secondo dramma, ossia Porta Maggiore: meno male che almeno qui scende qualcuno. Segue ingorgo perenne per entrare nel sottopassaggio che porta a San Lorenzo;
– quando si arriva alla prima fermata di Scalo San Lorenzo ormai il bus è saturo ma questo non scoraggia le altre circa ottocento persone in attesa di salire, noncuranti del fatto che lo spazio fisico all’interno sia ormai inesistente;
– dopo tre fermate devo finalmente scendere, ma ogni volta arriva puntuale l’attacco di panico causato dai soliti terrificanti quesiti: “ma se non riesco a scendere? e se non mi fanno passare? non dovrò mica arrivare fino al Verano?”; per ora non è mai successo, fortunatamente.

Adesso voi direte vabbè, se lo prendi durante l’ora di punta è ovvio che c’è gente e blablabla; eh no cari miei, perché il 3 è pieno SEMPRE. A qualsiasi ora del giorno e della sera (sera, sì, perché è tipo uno dei 3-4 bus su 27461 che non stacca a mezzanotte ma prima; ovviamente uno degli altri 3-4 passa pure lui sotto casa mia, giustamente).

E al ritorno, poi, le cose non è che cambino chissà quanto, anzi: io che finisco i corsi ogni giorno alle due del pomeriggio mi becco pure un (presumo) liceo intero che ha appena finito le lezioni. Tutti prendono il 3, naturalmente.
E non posso neanche gioire quando tutti scendono a Porta San Giovanni (chissà perché poi all’andata tutti salgono lì e al ritorno tutti scendono invece, in teoria visto che è una zona assai trafficata tutti dovrebbero sia scendere che salire, mah!), perché tanto dopo due minuti scendo pure io e quindi non posso godermi la quiete.

Quindi, consiglio spassionato: lo so che sarete tentati di prenderlo, perché è davvero comodo, ma non fatelo, a meno che non siate costretti, pena punizioni corporali. Evitate il 3 come la peste!
E se per caso lo trovate vuoto (come è successo a me ieri mattina), iniziate a guardarvi intorno con fare circospetto, perché potrebbe accadervi di tutto per compensare il vostro karma benevolo.
D’altronde, però, il 2012 è vicino, no?